h1

E’ tornata la stagione dello Sguazzone (Jack 3 Mani)

23 giugno 2017

Leggi il seguito di questo post »

Annunci
h1

JackTiny

7 gennaio 2017

jack

Per chiudere una giornata lavorativa non c’è modo migliore che andarsi a fare un aperitivo. Direttamente dall’ufficio senza passare da casa, con la camicia che, mille volte rimboccata nei calzoni, è diventata un organetto e i piedi bollenti dentro le scarpe con i calzini prossimi alla sacra ostensione.

Questa sera vi preparo un cocktail che stira le camice e rinfresca i pedalini: il Cocktail Martini, il re degli aperitivi. Questo drink alleggerisce la coscienza, scioglie le mascelle serrate pungendo ai bordi della lingua e riporta il sorriso sulla vostra faccia.In tutta onestà confesso che non è in grado di stirare camicie, ma di sicuro già dopo il primo sorso non vi fregherà un cazzo di come siete vestiti, perché state bevendo un limpidissimo martini in un altrettanto limpido bicchiere, ai bordi del quale si sta formando un elegantissima brina, mentre la maggior parte degli avventori sta incrostando di violetto i bordi del suo bicchiere di vino.

Personalmente chiedo perdono al Martini Leggi il seguito di questo post »

h1

Trenitalia Zapoj

19 maggio 2016

IMG_20160503_151111Domenica, mattina, vado a prendere il treno. Una sosta per fare un bancomat, ma la scheda non entra. Merda, non ho un soldo in tasca riprovo,ma non entra, ri-merda. Provo con una carta elettronica e via che se la ingolla d’un fiato:
SALDO DEPOSITO EUR. 10,00.
E chi se ne frega, mi vanno bene dieci euri, non c’ho soldi devo fare 5 ore e mezza di treno, devo attraversare lo stato da est a ovest, dieci euri vanno bene, ci compro un caffè, un panino e l’acqua, mezza gasata, nel senso del mezzo litro ma anche che è mezza sgasata.
Dammi le dieci euro cazzo! TAGLIO NON DISPONIBILE.
Puttana vacca maiala troia, riprovo col bancomat, non ri-entra, ri puttana majala vacca ri-troia. Mi calmo e vado al bar, che tanto se lo vado a racconatre che volevo prelevare dieci euro al bancomat faccio pure una figura di merda, nemmeno il distributore della benzina piglia più i dieci euri. Leggi il seguito di questo post »

h1

Umberto Eco, Lunedì Film e i feticci da salotto.

21 febbraio 2016

s-l225

Eco Umberto, i suoi due romanzi più famosi hanno rappresentato l’oggetto più ingombrante da portarsi in ferie per milioni di italiani.
La prima edizione del nome della rosa, quel tomo con la sovra copertina rossa e la sezione labirintica della biblioteca di un colorino pallido, ha campeggiato nelle verande dei residence assolati della costa italiana per tutti gli anni ’80. Appoggiato sui tavolinetti, sulle sedie, tenuto in mano dal vacanziere che in procinto di leggerlo si è messo a parlare con il vicino del bilocale affianco che la sua Thema diesel non ha niente da invidiare alla mercedes.
Il libro troneggiava sopra tutti i gadget vacanzieri che sostano nei giardinetti dei bilocali, la fiocina, il retino, le pinne, i teli da mare, i fumetti, le parole incrociate, lui spiccava di vita propria, monolitico, immobile, intonso nella maggior parte dei casi.
Un’Icona.

No no io sono onesto: mai letto.
In casa c’erano tutti e due, padre era lettore raffinato e quando gli chiesi se leggere prima il nome della rosa o il pendolo mi diede Leggi il seguito di questo post »

h1

Tecniche di dissuasione dell’operatore di call center e dello spreco di tempo al telefono fisso.

2 febbraio 2016

Phone_Scene– buongiorno ho un pacchetto offerta per la linea di casa voce e dati creato su misura per lei…
– si ma io non ho casa vivo in una suite all’hilton deve chiamare la reception.
– buongiorno… (tac)
(CIRCA UN MINUTO)

– Buongiorno chiamo dalla Palla Palla Washington dovrei parlare con il titolare del contratto di fornitura luce e gas…
– Satana satana satana
– …(tac)…
(CIRCA MENO DI UN MINUTO)

– Buongiorno chiamo per informazioni urgenti sul suo contratto acqua-luce-gas-idrogeno-ossigeno-fotosintesiclorofilliana… Leggi il seguito di questo post »

h1

I Giovani Per Sempre

21 dicembre 2015

Snapshot_20151206_1

Il più grande disastro del novecento sono stati i ragazzi.
Fino al boom economico, almeno in italia i ragazzi non esistevano, c’erano i bambini, poi paf peluria, bum sviluppo, tuta da la voro e via ecco su un uomo.

Si poi c’erano quelli che andavano a scuola, ma era una categoria protetta quelli erano gli studenti.

Con il boom economico ecco il disastro, si creano i giovani e tutto un universo, assolutamente in vendita, a loro misura. Insomma i giovani hanno cominciato ad esistere quando la società se li è potuta permettere.

Poi il disastro gli anni ottanta, la cosa trascende arrivano i giovani per sempre. Cosa sono i giovani per sempre? L’ho scoperto alle recite scolastiche della mia bambina, sono uomini, quarantenni vestiti come enzo braschi, sono signori di mezza età con i jeans attillati e le palline che gli vanno una a destra e una a sinistra della cucitura, uomini con lo zoccolo di cammello. Ma poi con la crisi che dilaga, l’orrore di plastica e acrilico le sneakers anche d’inverno, che tragedia, che orrore e la cosa più orribile è che l’abito fa il monaco, il cervello infatti è rimasto li negli anni ottanta, solo che come per l’economia si è impoverito, la crisi  è degenerata e dal conto in banca si estesa al cervello.
Buon Natale,

h1

Più Parcheggi e meno Pompei, meglio l’asfalto delle rovine romane.

11 luglio 2015

20150607_143324Ti negano di pagare con carta, e se insisti che hai solo quella perché purtroppo con la normativa in vigore dal 2012 soldi in contanti non te ne arrivano più, rispondono parole brutte e poi ti indicano il bancomat più vicino.

Ok hai deciso che la tua rivoluzione sulle limitazioni di danaro contante la fai contro di me e il mio pacchetto di favorit con anelli, va bene. Quando è uscita la legge avrai smadonnato come tutti i tuoi amici bottegai però poi ti sei limitato a rifiutare di farmi usare il bancomat e avanti così.

Bravo non ti piegare al sistema, fai bene, l’avrei fatto pure io se avessi potuto, ma ho preferito non adottare stupidi sotterfugi, visto che non ho avuto il coraggio di sparare.

Rieccomi qua caro. Spendo 5euri e 75cent, eccoti un bel 50 euri.

Ancora quella faccia storta. Ma avrai mica un malaccio? Aaah ho capito: un pezzo da cinquanta ti da problemi con il resto.

“Senti capo è il problema dei contanti, spesso va fatto il resto”
“Si si non faccia troppo il polemico vado qui di fianco a cambiare…”

si si vai a cambiare, che mo ti faccio la sorpresa.

Prendo lo scontrino e il resto dei cinguanta euri, estraggo biglietto da vista, mostro partita iva e indirizzo e chiedo la fattura per i cingue euri e 75cent.

Si è scatenato l’inferno, giuro, c’è finita di mezzo anche la mamma. Io invece gli ho rivelato che la sua faccia storta mi ha fatto preoccupare che soffrisse di un malaccio, e che comunque non si deve mica stare tanto tranquilli, oggi sei qui a incassare contanti domani sei la che incassano te dentro a un cassettone d’abete.

Ancora un quarto d’ora di panico, ho anche afferrato un espositore minacciandolo che gliel’avrei messo al collo. Poi i presenti hanno placato gli animi, consigliando al negoziante di fare quella cazzo di fattura così mi sarei tolto dalle palle.

Ecco ora ho una fattura di cingue euri e settantacingue centesimi da registrare; in culo a lui, alle riforme, alla semplificazione e quei valori sani che solo le piccole botteghe mantengono nei confronti dei clienti, mentre nelle grandi distribuzioni ormai non c’è più calore, è tutto così brutale… ma vaffanculo.

Viva i megastore, i parcheggi e gli OGM.

Basta discussioni: radete al suolo Pompei e asfaltate, non vi meritate un cazzo se non dei comodi parcheggi dove ammazzarvi coi gas di scarico.

Pace a tutti ‘n atomica for all
Jack